Visualizzazione post con etichetta londra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta londra. Mostra tutti i post

martedì 17 maggio 2011

Tutto uno sfarfallamento

Queste farfalline sono state acciuffate all'ultimo minuto per un paio di scatti veloci prima di volare in quel di Mantova.
Del resto son farfalle, questo fanno. Volano.

Una perlina in legno laccato, di ispirazione China e una finissima farfallina in metallo dorato qui:

Farfalline in vetro pressato e quadrotti forati qui:

L'ho già scritto più volte, mi piace ricostruire la storia delle perline nei miei bijoux, so sempre esattamente da dove arriva la perlina che sto usando: una brutta collana presa e disfata, una bancarella, un negozio online... Certo, le mie preferite sono quelle cho ho preso in giro, forse perchè so che probabilmente non ne troverò più di uguali, forse perchè portano con sé il ricordo di quel viaggio. In questo caso, in due paia di orecchini, ci sono perline prese a Praga, a Londra e ad Amsterdam.

venerdì 11 febbraio 2011

Ma Lilla Lilla eh!

Lillissimo, mi verrebbe da dire.

Non è un colore che usi così spesso, eppure m'è presa così, e mettendo insieme gli ovetti di vetro (sì, sempre loro) presi a Londra, con le sfaccettate e le farfalline prese a Praga, di lilla ce n'è parecchio.

Essendo lui, il lilla, parente stretto del viola, l'abbinamento più facile è stato con il rame anticato.

Si ringrazia per la partecipazione Edith Wharton con Ethan Frome, edito da Rizzoli, uno dei miei libri preferiterrimi di sempre.

lunedì 7 febbraio 2011

Uovo

Eh sì, uovo.

Io le "egg beads" mica le conoscevo, ma quando le ho viste , in tanti colori pastello, le ho trovate subito così belline!

Giallino opalescente e il verde di questa pietruzza sfaccettata che, come al solito, con la professionalità che da sempre mi contraddistigue, non conosco. O meglio, ho rimosso il suo nome. Ho trovato una bancarella di indiani che vendono pietre molto interessanti, e l'altro giorno uno dei simpatici venditori mi s'è messo sulla spalla a mo' di pappagallo del Capitan Uncino, e ad ogni perlina che sollevavo, sciorinava: "...giada... corallo... agata... giada... corniola... corallo... turchese... giada..." eccheccachio, l'ho capito che è giada, è sempre la stessa perlina!
Va beh, eccesso di informazioni , sono andata in modalità Homer Simpson e ho resettato.

Gli ovetti son di vetro però, questa la so!

domenica 16 gennaio 2011

Esercizio alle pinze

Ne avrei di arretrati da pubblicare, ma in questo periodo di sferruzzo forsennato, ho avuto la necessità di prendere in mano le pinze e fare una cosa piccina, senza sforzo, con materiali "preconfezionati", giusto per non ritrovarmi a primavera senza più sapere come si faccia un'asolina col filo...

Come dicevo, in questo momento priorità assoluta alla maglia, un maglioncino in dirittura d'arrivo e uno da iniziare a breve e terminare in tempi ragionevoli, ma ho tantissimo materiale bijouttoso nuovo con cui non vedo l'ora di giocare un po'!

Qua una goccia in vetro con decorazione "marmorizzata" recente acquisto praghese, così come le monachelle. I coni in filigrana fanno parte del bottino londinese, invece. Quanto mi piace questa cosa!

Si ringrazia per la partecipazione Un Giorno Questo Dolore ti Sarà Utile, di Peter Cameron, edito da Adelphi.

lunedì 3 gennaio 2011

"Che Ne Dite?" Giveaway


Allora? Che ne dite?
Piccoli cambiamenti su Maglia & Chincaglie, alcuni avvenuti, altri avverranno. Ok che alla vecchia storia di "anno nuovo, vita nuova" non ci crede più nessuno, ma diamoci almeno una rinfrescata. Teniamo i colori, grosso modo, aggiungiamo qualche foto, leviamo il background, poi si vedrà.

Un blog un po' più leggero dunque, e per sapere "che ne dite", un giveaway, anch'esso leggero. O meglio, leggeri sono gli orecchini "in palio": una chincaglia lavorata a maglia, filo di rame sottile, una monachella fatta a mano e un rombetto di legno tinto.

Vi va di partecipare? Lasciate un commento sotto a questo post entro e non oltre la Mezzanotte di domenica 23 gennaio, potete partecipare anche senza un account, basterà scrivere la vostra email così che possa contattarvi in caso di vincita.
Facoltativo prendere il bannerino "Che Ne Dite?" che sta all'inizio del post e spargerlo nei vostri blog, su FacciaLibro o dove vi pare avvoi.
Facoltativissimo dirmelo davvero "Che Ne Dite?". Sono ben accetti consigli, suggerimenti, critiche, osservazioni, blabla...

giovedì 30 dicembre 2010

AC/DC (e ancora Londra)

Oh, eccoci finalmente ad inaugurare la nuova rubrica di "Maglia & Chincaglie". Oggi si parlerà di storia. Come tutti sanno, gli acronimi AC e DC vengono utilizzati per indicare....
Naaa, ma che c'avete creduto?

In realtà questo post è dedicato ai mitici AC/DC, le celebre band australiana di hard rock o heavy metal. Correva l'anno 1973 quando i fratelli Malcom e Angus Young (quest'ultimo lo ricorderete sicuramente, quel pazzo in braghe corte, vestito da studentello, che saltella su e giù dal palco imbracciando una chitarra, ma sì, lui!).
Naaa, dai, che se poi mi prende bene, di musica posso andare avanti a parlare per ore (e che nessuno azzardi l'equazione: fare la calzetta=ascoltare Tiziano Ferro e/o Laura Pausini, grazie).

Ad abbozzare un altro finto inizio di post accennando alla corrente alternata (ac/dc in inglese, da cui prendono il nome gli eroi di cui sopra) non ci provo nemmeno, visto che con la storia e la musica anche anche, ma questo proprio non è il mio campo, e taglio corto: AC/DC, qui, su Maglia & Chincaglie starebbe per Avanti Circolari e Dopo Circolari.

Eh sì, pensavate scherzassi quando alla fine del post sugli acquisti londinesi ho scritto "e non finisce qui"? No che non stavo scherzando, mancava ancora l'acquisto più sugoso, quello più difficile da raggiungere (visto che ero in vena di camminare -ma non così tanto- mi sono fatta una bella passeggiata per arrivare ad IKnit), quello più compromettente, visto che un secondo dopo aver pagato ed essere uscita dal negozio ho iniziato ad avere i sudori freddi al pensiero del controllo del bagaglio a mano in aeroporto, che ho brillantemente superato senza essere arrestata per non avere dichiarato di trasportare con me delle armi improprie che rispondono al nome di Knit Pro e pure quello più inutile. Eh sì, perchè per ora il mio nuovo set di ferri circolari sta lì a farsi rimirare, essendo io ancora nell'era AC, ma prima o poi...

Piccola coda dell'argomento "shopping craftoso a Londra": nonostante i millemila negozi di maglia e Londra, io ho fatto una capatina sono al celeberrimo IKnit, che si trova a Waterloo, dalle parti della Tate Modern per intenderci. Un negozio tutto sommato non enorme, ma strafornito di filati meravigliosi e ahimé carissimi, libri, riviste e accessori (il cagnolino da 0,5 kg con cappottino di lana e copertina in pendant, mimetizzato nelle scansie tra un filato e l'altro, presumo non fosse in vendita).
Dopo una breve ispezione ai gomitoli, che ho trascurato autoadducendo la scusa del "non ho spazio in valigia" dai quali in realtà sono fuggita terrorizzata (14£ per 0,50gr...), ho puntato dritto all'angolo dei ferri e loro erano lì. Così belli belli, tutti ordinati, in bustine singole o nei mitici set. E' stato un po' come aver incontrato un attore famoso, diciamo un Edward Norton, un Chsristian Bale, un Colin Farrel...ehm, scusate la divagazione, dicevo: dopo averlo visto tante volte sullo schermo te lo trovi lì davanti e che fai? Lo lasci lì?

E a cavallo tra il periodo AC e il periodo DC si colloca questo maglioncino, finito ormai da tempo e straindossato, che è lavorato "a pezzi" poi cuciti tra loro, a parte il collo che ho realizzato riprendendo le maglie lasciate in sospeso lavorate con dei ferri circolari della Lidl leggermente rigidini.

martedì 28 dicembre 2010

Parallelepipedi

Eh sì, giacché anche il cubo è parallelepipedo. No?

Nonostante il Gospel Fest, che ormai è agli sgoccioli, in questi giorni sto rallentando un po', e tra un giro di maglia e un comunicato stampa, riesco finalmente a giocare con i doni di Mamma Londra.

Ve lo ricordate quel filo di cubotti di ceramica? Ecco, nonostante fosse bellobello anche così, non ho resistito e l'ho disfato. Cubotti di colori tutti diversi tra loro (adoro quel verde!) e parallelepipedi in ottronzo, che stavano aggrappati ad un maglioncino che mi sono regalata da poco (l'avevo detto anche qui, sarà mica una mia fissa comprare capi d'abbigliamento con componenti metalliche, solo per poter riutilizzare queste ultime?!).

Si ringrazia per la partecipazione un disegno tratto da This is London, di Miroslav Sasek, entrato di prepotenza nella mia top five dei libri preferiterrimi. Mica per la "trama", vabbè.

domenica 19 dicembre 2010

Purple Mood

Purple mood, ma assolutamente casuale. Semplicemente mi sono trovata a riunire in un solo post orecchini e scatoline in cui il colore dominante è proprio il viola.

Qualcuna di voi aveva già addocchiato queste due pallozzine di "purple dyed jade" nello scorso post, fanno parte infatti del bottino londinese e sono meravigliose. Tantissimo materiale nuovo e pochissimo tempo, ma giusto per farmi un giro con pinze e fili, ho pensato di montare queste perline in modo semplice semplice, con del filo argentato, un po' come avevo fatto con questi coralli, che da qualche settimana sono a Livorno, con Elena.

E sempre sul viola ho puntato per realizzare queste scatoline, che contengono le matrioska commissionate per le sue socie dall'amica omonima,grande fan di verde&viola come me, e che presto vi mostrerò.
Adoro questi nastri adesivi, li sto mettendo un po' dappertutto in questi giorni di impacchettamento forsennato!

domenica 12 dicembre 2010

Londra: consigli per gli acquisti

Bhe, dopo questa foto, piccola preview dei miei acquisti di perline a Londra, potrei anche risparmarmi altre parole. Ma così non sarà!

Purtroppo la maledizione dei voli low cost, per cui per imbarcare bagaglio si paga, fa sì che per risparmiare (se no dove sta il low?!) si opti per il solo bagaglio a mano, con tutte le limitazioni del caso, ed è proprio limitazione la parola chiave di questo post, perchè mannaggiamannaggia, quante cose avrei voluto comprare...e invece! Il mio bottino londinese si limita ad un paio di sacchettini di perline, qualche nastro adesivo decorato, un paio di timbrini e. L' "e" ve lo racconto un'altra volta.

Con così poco tempo e così tanto da fare, mi sono limitata ad una manciata di negozietti craft. Prime tappe in due negozietti nei pressi di Covent Garden. Appena entrata nel London Bead Shop mi sono detta: "Ah, cominciamo bene!". Un pot pourri di schifezze, plastica su plastica, anzi, brutta plastica su brutta plastica, certe perlone giganti fatte pure male, minuteria non ne parliamo... Via via.
Per fortuna che dopo pochi minuti ho raggiunto Beadworks...wow! Due interi piani di ciotolini da analizzare! Le perline che vedete nella prima foto arrivano proprio da lì. Un negozio meraviglioso, da perderci la testa, e starci ore. Appunto... Unica pecca, niente minuteria o componenti metallici interessanti: nella fattispecie, niente ottronzo e pochisssssimo rame.

Cambiando genere, quando sono stata al Camden Market, ho puntato dritto verso un negozietto che vende articoli di cartoleria simil giapponese, dove ho fatto spesso incetta di quadernetti (per esempio quello dello sfondo di questa foto) e a sto giro ho trovato anche questi nastri adesivi tanto bellini...già me li vedevo a chiudere pacchettini/sacchettini fatti con la carta da pacco!

Chiudo segnalandovi altri due posticini che ho visto però al volo, giusto una mezz'ora prima di ripartire, e sono i due negozietti che che si affacciano su Kingly Court, angolo magico di cui ho parlato nel post precedente. Il primo si chiama All The Craft of the Fair, e nonostante sia piccino, è zeppo di cosette interessanti: bottoni, spille, fili... insomma, da sbizzarrisi. Peccato che il tempo stringesse, e io volessi assolutamente passare all'altro negozio: Buffy's Beads.
Sono sicura che se avessi avuto più tempo, il mio bottino sarebbe stato ricchissimo, perchè appesi alle tre grandi pareti c'erano fili di perline per tutti i gusti, ma il mio occhio bionico, che ha scannerizzato tutto molto velocemente, non ha purtroppo rilevato minuteria degna di nota, e quindi mi sono limitata ad afferrare due o tre cose che hanno colpito particolarmente la mia attenzione, come questi cubetti. Non sono meravigliosi?

Vi avviso che non è finita qui. Perdonatemi l'abbondanza di vezzeggiativi!

giovedì 9 dicembre 2010

Amo Londra


Amo Londra perchè per l'ennesima volta, nonostante la leggenda voglia che sia la città della pioggia, ed i tiggì strillassero da giorni di temperature polari e bufere di neve, mi ha accolto con una bellissima giornata di sole e cielo turchino.

Amo la campagna verdissima che da Stansted ti porta in città, e ci sono i cavalli al pascolo. Oh, i cavalli con la copertina al pascolo, e ci sono tante casette sul fiume, ognuna delle quali ha ormeggiato davanti al cancellino d'ingresso un piccolo motoscafo, come quelli che han l'utilitaria davanti casa.

Amo Londra quando ti accoglie con il suo caos, i profumi, le puzze, le voci, gli strilli (no ma quelli son gli italiani, ho sbagliato), la gente che si travolge a vicenda camminando a 300 all'ora e poi è tutto un profondersi in "SorrySorry". La amo perchè anch'io cammino a 300 all'ora, ma solo lì.

Amo il rito magico di ritirare al bancomat le sterline appena arrivata, e ricaricare la Oyester, che l'ultima volta avevi avanzato pochi spiccioli. E amo le sterline, chiaro. Così belle e pazze, diverse dal banale euro, senza nessuna corrispondenza tra taglio e valore.

Amo Covent Garden, ma soprattutto amo le viuzze intorno a Covent Garden, dove ho visto le meglio scarpe del mondo, e anche se non amo tanto Tower Street, tenete presente che ci ho lasciato 40£, dacché lì si trova The Bead Shop.



Amo Londra perchè c'è sempre qualcosa di nuovo in giro, tipo che (oddio passatemi il "tipo che", anche se non ho 13 anni e ritengo di conoscere abbastanza l'italiano da sapere che "tipo che" NON-SI-DICE) non te ne rendi conto subito, ma tutto quel casino a Leicester Square non è perchè siam sotto Natale, ma perchè c'è la prima di Tron, con attori, red carpet, giornalisti, megaschermo e tutto (film che peraltro io non vedrei nemmeno sotto tortura). O che tutta quella gente che stava in fila alle 8 di sera, ed è ancora in fila a mezzanotte (e la fila nel frattempo è diventata di millemila chilometri), nonostante il gelo, non sta aspettando di entrare, chessò, da McDonald's, ma sta aspettando di poter acquistare il nuovo "episodio" di World of Warcraft.

Amo lo Strand, da cartolina, lo so, con tutti quei taxi e autobus che sfilano in continuazione, un po' meno da cartolina l'essermici ritrovata quasi in mutande, alle 8 di mattina, con una temperatura decisamente sotto lo zero, perchè nell'hotel è scattato l'allarme antincendio e quindi tutti fuori, così come si era. E per ogni uscita di sicurezza un addetto dell'albergo che con pettorina gialla e un bel sorriso diceva: "Buongiorno, andate dall'altro lato della strada per favore." E poi, sempre col sorriso: "This is not an exercice.". Ottimo!

Amo Camden High Street, ed i negozi che hanno le Gola (uno sì e l'altro pure), Camden Market, e gli strani personaggi che lo popolano, e lo so che sto elencando solo posti da turista, ma che ci volete fare. Amo i venditori di cibo cinese, thailandese, vietnamita etc che cercano di rifilarti assaggi dei loro piatti (che peraltro io continuo a mangiare, prima o poi salterà fuori che quel pollo così buono e tenero, fosse in realtà gatto). E amo il baracchino di un metro per due, dove puoi finalmente bere un caffé caffé. Amo anche le stradine squallide, lì intorno, dove ti rendi conto che la gente a Londra ci vive anche, ci sono persino i distributori di benzina, fa te. E poi più su, Kentish Town.

Amo la metropolitana, la amo. Banale no? Però se non ci fosse, probabilmente me ne andrei in giro come una babbea cercando di capire come cacchio si prendano gli autobus, sì perchè io gli autobus non li so prendere, va bene? E amo anche la pubblicità nella metropolitana.

Amo i cinema di Leicester Square, e ho amato London Boulevard (ammazza quant'è caro il cinema a Londra, però!). Bellissima, bravissima, magrissima Keira, triplo salto degli ormoni per Colin Farrell (per quei capelli castani spruzzati di grigio, per jeans, t-shirt bianca e giubbotto di pelle, per l'abito elegante sulla Rolls, per la felpa grigia col cappuccio...va beh, triplo salto degli ormoni. Punto.). E che bella la colonna sonora!

Amo Londra per i millemila sushi bar, e ristoranti giapponesi: ho mangiato chili e chili di sushi (annoverato insieme a pudding, fish and chips, porridge, haggis eccetera tra i piatti della tradizione britannica) e ho realizzato che l'inglese degli orientali io proprio non lo capisco.

Amo Oxford Street ed il fatto che, nonostante sia la celebratissima "via dello shopping londinese", ci siano sì e no una decina di negozi validi (escluse le repliche). Cosa che peraltro non mi impedisce di smazzarmi ogni volta il filotto Oxford Street, New Oxford Street, con tanto di traverse come Bond Street e Regents Street e di spenderci anche un pacco di soldi.

Amo Selfridges, meglio di Harrod's, dove anche questa volta non son proprio riuscita a dire di no alle signorine che ti voglion truccare (ma stavolta son riuscita a non comprare nulla, yeah! Per la mia filosofia, un rossetto solo equivale a nulla...)

Amo Carnaby Street, anche se lo so, lo so, è più nome che sostanza, ma che bellina con il sistema solare appeso in cima.

E amo che da Carnaby Street si arrivi a Kingly Court, un angolino delizioso che forse non avrei mai notato, se non fossi andata alla ricerca di All the Fun of the Fair, e di Buffy's Beads.

Amo la Tate Modern, amo i muri con le scritte della Tate Modern, amo il negozio di libri della Tate Modern, e la Sala delle Turbine, e gli espositori con le cartoline schizzate e/o scritte dai visitatori, e la sezione Poetry and Dream, che sarebbe tanto piaciuta ad una piccola iena di mia conoscenza, e amo il realismo di Meredith Frempton.

Amo il Waterloo Bridge e camminare in mezzo alla nebbia, con il Tower Bridge in lontananza, la Tate Modern alle spalle e St. Paul's dritto davanti a te.

Amo Londra, perchè è sempre un ottimo posto dove comprare musica, nei megastore, ma soprattutto nei negozi dell'usato e nei negozietti di Berwick Street, ed è anche un ottimo posto per comprare quadernetti e agendine per l'anno successivo.

Amo Londra perchè ha fatto sì che il Mr Scrooge che è in me si sia fatto prendere dallo spirito del Natale tanto da fare quasi solo foto alle decorazioni natalizie.

Ma soprattutto, amo Londra perchè mi fa stare bene. Sempre.

(mica avete letto fin qui, no eh? Presto un post dedicato agli acquisti craft.)

venerdì 3 dicembre 2010

M'è presa secca col feltro...


Eh sì, non resisto. Vorrei fare millemila cose coloratissime e dettagliatissime. Poi abbandono, ovvio, e mi butto sul semplice. Certo che c'è anche chi provoca, come l'amica omonima, che avendo apprezzato la Matrioska che mi aveva commissionato, ne vuole altre due per Natale, e l'Anna, che chiede farfalline e pinguini. E che non le vogliamo accontentare?

Qui una (wannabe) Kokeshi doll, o bambolina giappo. Non so ancora se sarà spilla, portachiavi, o che altro, ma per sicurezza le ho messo un cordino. Colori un po' flash, lo so, proprio il contrario di quella bellabella crocchetata (o amigrumata, non sono esperta, non so la differenza) che ha pubblicato ieri Airali sul suo blog, guarda il caso a volte.

Si ringrazia per la partecipazione Ricordi di un Vicolo Cieco di Banana Yoshimoto, nonchè il grafico di Feltrinelli che ha scelto per la copertina gli stessi colori che ho usato io per la bamboletta.

E domenica si parte per Londra.
Si parte?
Sperem.

mercoledì 1 dicembre 2010

Metti un Baktus a Londra...

Salvo eruzioni vulcaniche dell'ultim'ora, o chiusura aeroporti per neve, o invasioni di cavallette assassione, tra qualche giorno si parte per una mini vacanzina, dopo ben due anni di lontananza dell'amatissima Londra.
E da che i tiggì in questi giorni parlano di temperature intorno ai meno 15° nella Terra di Albione, ho pensato che mi ci volesse uno sciarpozzo bello caldo, da lavorarsi preferibilmte coi ferri del 40, dacchè il tempo era poco. E così è nato lui, il bellissimo e celeberrimo Baktus, che ho iniziato a prendere in considerazione quando è apparso sulle pagine di Wiki...ehm...Beads and Tricks, quel grande amplificatore di contenuti (ed emozioni, in tema con quello che hai scritto oggi Ale) che non ha bisogno di ulteriori definizioni.

100% lana, dai bellissimi colori, lavorato con il filo doppio e con i ferri grandi, ma non abbastanza, che restasse un po' rigidino sul collo.
Uh quanto mi piace!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...