lunedì 10 gennaio 2011

Mi resta di Praga...

Di Praga mi resta l'idea di una città da guardare da sotto in su, o da sopra in giù (ma che voi lo sapevate che è stata costruita su sette colli? Ce l'avevano per vizio gli antichi?)


Mi restano le tinte pastello dei palazzi.

Mi resta di essermela goduta senza patemi, in modalità: Non-mi-frega-nulla-di-entrare-in-ogni-singola-chiesa/Né-di-vedere-cambi-della-guardia-o-apostoli-che-escono-da-orologi/Non-voglio-ossessionarmi-cercando-di-vedere-tutto-il-vedibile/Voglio-solo-respirare-l'aria-di-questa-città.

Mi resta l'impressione fortissima di aver quasi intravisto sull'isola Kampa, nella nebbia, il Teatro dei Passi Perduti e l'aspettare di imbattermi da un momento all'altro in Harlan Draka, così reale dopo tutti questi anni e 130 numeri (ve beh...ma questa è un po' di nicchia. Do you know Dampyr?).

Mi resta una botta: le mie terga si sono -non troppo dolcemente- appoggiate sull'unico marciapiedi non cosparso di sale della città (del resto...quando una ha l'agilità dell'orso Balù...).

Mi restano i colori e i tratti dei lavori di Mucha, una scoperta e una passione abbastanza recenti per me, come Schiele o la De Lempicka e la riflessione, non nuova, che va bene Paolo Uccello e Carracci, Piero della Francesca e Giorgione, ma l'arte moderna/contemporanea no? Discorso ampio, lo so...sappiamo a memoria i millemila dei degli antichi egizi e nulla di quello che è successo l'altro ieri.

Mi resta il sapore del vino ceco, che mi da decisamente alla testa, e alle gambe.

Mi restano le statue di David Cerby, i nomi poetici delle case e le insegne.


Mi resta la dualità di una città in cui si riconosce tanto Est, tanto impero austro-ungarico, tanto passato, tanta pelliccia e tante, ma tante paillettes, ma anche tanta spinta verso occidente. Praga è una città dove i giovani hanno lo stesso sguardo e le stesse abitudini dei giovani di tutt'Europa, ma gli adulti e gli anziani no. Hanno l'aria di chi non deve essersela passata una gran bene, in passato.

Anche la metropolitana di Praga è così. Bella no eh, strana. Con le una sola banchina ed un treno che arriva di qua, uno che arriva di là praticamente insieme, e i sedili perpendicolari al senso di marcia. Le stazioni vecchie con taaaanto linoleum dappertutto, so sixties, quelle nuove ampie e spaziose, con una striscia di led blu a pavimento che avvisano del treno in arrivo.


Mi resta l'esser salita sulla pseudo Tour Eiffel in miniatura, dopo non esser stata sull'originale a Parigi, ci stava, no?

Mi resta la scoperta che i cani cechi fanno la cacca seduti sulla tazza.

Mi resta lo sberluccicio dorato degli abbellimenti su tetti delle chise visti dall'alto.

Mi resta l'idea di aver visto il museo più brutto del mondo: quello dei vestitini del bambin Gesù che le suore cambiano alla statua posta nell'ominima chiesa non so con quale frequenza.

Mi resta l'essermi detta: "Bene, domani si va a vedere bene bene il quartiere ebraico, con vecchio cimitero e tutto, e vediamo se so ancora traslitterare i caratteri dell'alfabeto" e l'aver poi realizzato l'indomani mattina, ripassando mentalmente sotto le coperte il programma della giornata che (mannaggiamannaggiamannaggia) fosse sabato. Anzi, non sabato. Shabbat. (e con questa fanno due, già fatto la stessa idiotissima cosa a Parigi).

Mi resta la bomba calorica mangiata in Piazza Venceslao (piazza?! Ne vogliamo parlare?).

Mi restano le stradine ciottolose di Mala Strana, che poi si dice Malà Stranà, e le statue del Ponte Carlo.

Mi restano quei tre/quattro termini in ceco, gli indispensabili diciamo: tirare, spingere, uscita, grazie, eppure, nonostante questa ampia gamma di parole, ho capito perfettamente che le signorine che vendevano i dolcetti calorici in Piazza Venceslao, al sopraggiungere di un guppetto di vocianti campani si devono essere dette qualcosa come: "Questi sono italiani, prepara la Nutella". Sì, perchè la suddetta bomba calorica era disponibile anche con l'aggiunta di Nutella. Così, nel caso uno non fosse del tutto convinto della portata calorica...


Mi resta la scoperta di F&F, l'alternativa ceca (o chessò) a H&M. Ecco, diciamolo. A livello di shopping Praga non è che sia poi così tentatrice, questo non mi ha impedito comunque di tornare a casa con un buon mezzo chilo di maglie nere.

Insomma, nella vita c'è un solo grande amore, e il mio cuore batte a Londra, però a Praga ci tornerò, che io benebene com'è girata non l'ho capito.


18 commenti:

con il ♥ e le mani ha detto...

a praga non ci sono mai stata, mi piacerebbe andarci... dopo questo post ancora di più!

Lilly ha detto...

io l'ho trovata in generale molto intima ma piena di contraddizioni come del resto tutte le città dell'est (ancor in più in Russia..veramente!)...però mi è piaciuta così tanto!soprattutto quei colori pastello, quelle casine fatte quasi in miniatura...e, non diciamolo a nessuno, ma anch'io ho visto quei mostruosissimi vestiti del Gesù di Praga O_O

Alessia ha detto...

Sempre tanto ma tanto bello il tuo modo di raccontare le cose, le città... anche questa volta mi hai portata per mano!
Un bacio,
Alessia

Magike Mani ha detto...

wow un tour virtuale davvero interessante è troppo bello leggerti:)
Buona giornata
Grazia

Tibisay ha detto...

Che bel racconto... e che voglia di andarci!!!

airali ha detto...

bellissimo il diario di viaggio! mi piace molto il tuo modo di scoprire una nuova città e mi dispiace molto per la botta al posteriore :)
ilaria

Pandora ha detto...

che bella....io non ci sono ancora stata ma è un desiderio...chissà magari a primavera

Uapa ha detto...

La 126! :-D
Che vergogna, ho un amico in Repubblica ceca e non sono mai andata a visitarla... Praga poi... Chiunque c'è stato mi ha detto che è proprio bella e questo tuo souvenir conferma di nuovo quelle opinioni :-)

Helena ha detto...

Beh, allora una soddisfazione ce l'ho..io il cimitero ebraico l'ho visto! Direi che in una gita scolastica è scontata la visita al quartiere ebraico.. Però hai di sicuro visto la città non come si visita di solito e questo te lo invidio, e pensa, ti invidio anche essere entrata nella metro, non ce la facevano usare per sicurezza, sopratutto la sera! Però quanti giri a piedi per Mala Strana evitando tram e scivoloni..come ti capisco, Praga lascia un segno non solo nel cuore ma anche nel fisico!! Grazie tante per questo tour virtuale sempre interessanti e unici! ciao ciao!

CriCri ha detto...

Che belle foto !
E che bel racconto!!
son curiosa però di veder le maglie che hai comprato!!

che impressione quella statua del cavallo morto!!

Bentornata..
Cricri

alteaperle ha detto...

Ciao Valeria, che bel tour che ci hai fatto fare! Io a Praga ci sono stata 12 anni fa e mi ero ripromessa di tornarci ma purtroppo non l'ho ancora fatto!
Qualche giorno fa ti ho mandato una mail ma mi sa che ti è andata tra gli spam....
Baci - Anna

Francesca-Kinà ha detto...

Non ci sono mai stata ma spero di visitarla presto e dopo le tue suggestioni mi incuriosisce ancora di più!! Un bacionissimo e buon inizio 2011!! Kinà

butterflyangel ha detto...

praga è una città malinconica e avvolta in un velo magico gotico-barocco (come mi piace definirla..). quando nevica sembra proprio che tutto intorno non ci sia nessuno, nè suoni nè odori... il silenzio, il nulla totale. bel post!

Elena ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Elena ha detto...

WOW...ci stai deliziando con i tuoi reportage: prima Londra e adesso Praga...BELLISSIMA!!!

Complimenti per il restiling del blog...mi piace!!!

Elena

La Ely ha detto...

Anch'io l'ho visitata a Natale e il Vicolo d'Oro, la vetrata di Mucha e tante, ma tante altre cose, mi sono rimaste nel cuore.
E sì, anch'io ho cercato Harlan, Tesla e Kurjack e il Teatro dei Passi Perduti.. ;-)

Monica ha detto...

che belle foto... io ci vorrei tanto andare...

Certain Creatures ha detto...

Bellissime le foto!
Davvero complimenti!!
mi fai venire voglia di andare di qua e di là!!
;)

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