venerdì 22 maggio 2009

Giornatine...

Eccomi qui, rediviva.
Come ho scritto nel post precendente, la settimana scorsa -da domenica 10 a domenica 17- sono stata superpresa con il Festival Blues, e poi questa settimana, in rapida successione gita al Museo Egizio di Torino con i bimbi, opera con i suddetti, riunioni barbose al pomeriggio... Morale? Solo oggi riesco a farmi un'oretta di fatti miei e a scrivere qualcosa. E' quasi un mese che non combino niente sul piano delle maglie e chincaglie, e mi sa che fino alla fine della scuola non avrò tempo e mi manca ancora il post sul terzo giorno di Parigi, però prima volevo fissare anche qua qualche impressione sulla scorsa settimana.

Ho cominciato all'incirca all'inizio di aprile ad avere l'angoscia per gli impegni del Festival, angoscia che aumentava man mano che il programma si andava definendo ed il numero degli appuntamenti e degli ospiti presenti cresceva. Ero in ansia da prestazione ancora prima di incomninciare: Oddio non ce la farò mai, la scuola al mattino e poi di volata ai vari appuntamenti letterari, e alle proiezioni e i concerti....aaargh! E invece sapete cosa vi dico? Che ce l'ho fatta alla grande, è stato bello, divertente, emozionte. Pesantuccio, non lo posso di certo negare, ma quanto mi dispiace che sia già tutto finito... Che la gran carovana del Festival si sia dispersa e che ognuno sia tornato da dov'era venuto. Quanti personaggi interessanti ho conosciuto, quante cose ho imparato, quanto sono serviti questi giorni alla mia autostima e alla mia capacità di conversare (vabbè più che altro in inglese, in italiano mi esrcito più spesso...).
Non posso e non potrei mai farvi capire quanto sia stata importante questa esperienza, ma una cosa su tutte vorrei provare a condividerla con voi.
Quanto siamo indietro, e sono indietro con noi i nostri "intellettuali". In questi giorni ho avuto modo di osservare questi personaggi, scrittori di fama mondiale, che messi uno accanto all'altro hanno venduto miliardi di romanzi nel mondo. Avete presente Jeffrey Deaver, quello che ha scritto Il Collezionista di Ossa? E James Grady? Lui è quello de I Sei Giorni del Condor. Poi non so, Joe Lansdale? E Ronald Everett Capps? Magari il suo nome vi dice poco ma se dicessi Una Canzone per Bobby Long? E magari anche Michael Jecks e Tim Willocks, che con le loro storie di templari e misteri medioevali -dietro le quali ci sono anni di studi e documentazioni, non fandonie- potrebbero tranquillamente farsi lustrare le scarpe da un certo Dan Brown... Beh insomma, mettete insieme tutti questi e molti altri, metteteli per una settimana nello stesso hotel, fateli cenare insieme ogni sera e sapete cosa succede? Succede che quello che si crea è un indescrivibile clima da gità scolastica. No, ancora meglio. Una sorta di rimpatriata tra vecchi amici con cui ci sono mille e mille cose di cui parlare senza annoiarsi, passioni condivise, legami nuovi... Insomma, per me è stata una sorpresa. Sarà che qua in Italia chiunque venda più di tre copie diventi immediatamente una star, inizi a tirarsela da qua alla luna ed abbia un vitalizio garantito dal mauriziocostanzosciò, ma proprio non me lo aspettavo. E' stata una gran bella sorpresa.






Poi vabbè...qualche italiano si salva eh, specie quelli che sono stati da noi... ;)

4 commenti:

Perline e bottoni ha detto...

Rosico? Sì, rosico. Buon week-end

Val_ ha detto...

eheheh
:)
anche a te cara!
Valeria

Alessia ha detto...

Oddio, ma che so' tutte ste firme??? Rosico anche io come una pazza!!! Vale, sono felicissima che questo impegno sia stato così appagante e quoto tutto sul provincialismo dei nostri pseudo-intellettuali, non tutti ma quaaasi...
Un abbraccio!

Val_ ha detto...

Sì Alessia, appagante è la parola giusta!
Vedi vedi che non sono solo io ad essere un pò esterofila? Certo che noi italiani avremo tanti pregi, ma quante pecche!
:)
V.

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