venerdì 30 ottobre 2009

Ho cercato di barare....

Il maledetto i-cord mi perseguita da circa un anno, da quando l'ho visto in una creazione di Alessia.
Ora, Alessia, lo sapete bene, quando realizza qualcosa, la condivide, e la condivide in toto, infatti, il suddetto i-cord era corredato di spiegazione a prova di babbei. Appunto. Io che babbea la sono, ci ho messo un anno per decidermi a provare. Mi dicevo: "...sìsì, ora compro i ferri a doppia punta e ci provo, anzi magari ci provo tra un pò, anzi magari scrivo ad Ale per farmi spiegare, anzi lasciamo perdere che non sono capace...", e giù a lamentarmi: "Oh me inetta, oh me tapina, mai e poi mai sarò in grado di... " Tanto che la povera Ale, mossa a compassione, mi ha persino scritto in un commento: "Dai, magari te la faccio io la mia spilla bellabella realizzata con l'ì-cord".

Però io, che sono una vecchia volpe, ho pensato di barare... e mi sono detta: "Investiamo qualche eurino nell'acquisto di una caterinetta, o tricotin, o french knitter o comevoletevoi, di certo sarà semplicissimo realizzare un bel cordino!"

Va bene, taglio corto, ho riportato dialoghi interiori, e frasi altrui, ma la morale della favola ve la riassumo. Arrivata caterinetta, istruzioni incomprensibili (l'avevo detto che sono babbea), trovati ferri a doppia punta nella sede distaccata della borsa dei ferri, riletto le istruzioni, realizzato l'i-cord in tre nanosecondi.

Ed ecco l'oggetto incriminato, a cui ora spetta di diritto un posto nell'olimpo dei giochini di legno colorati che il mio babbo colleziona, con somma gioia di colei che li deve spolverere (non io eh).

domenica 25 ottobre 2009

The Tudors

Sì perchè questo braccialino mi ricorda un pò un gioiello antico, un sontuoso bracciale in oro e rubini, di quelle che indossavano principi e principesse di una volta...
Come quelli che indossavano Enrico VIII e le sue mogli, magari.
Tutto questo perchè ultimamente sto seguendo la serie TV The Tudors, e va bene che è un'americanata con la patente, e va bene che Enrico, da panzone calvo mi è diventato un bell'omino con tutte le cose a posto (ehm... occhi perennemente rossi da sfattone a parte) ma a me un pò piace...

E sempre restando in tema di vicende ambientate lassù nell'amata isola e di scandali, anche se non esattamente contemporanei, si ringrazia per la partecipazione Fanny Hill, or Memoirs of a Woman of Plesure, di John Cleland, edito da The Modern Library.

(per chi se lo stesse chidendo, non è casuale...ho volutamente censurato la..ehm... riga fra le chiappe)

martedì 20 ottobre 2009

I Soldi Danno la Felicità?

Oh sì... certo che sì! Specie quando ritrovi un sacchettino di Pesetas, solo pezzi da 25, ricordo di un vecchio viaggio in Spagna, che già in tempi non sospetti, parliamo del 2000 signori miei, avevi immaginato di poter trasformare in un braccialino o qualcosa di simile.


Ed ecco che, nel 2009, realizzi che quelle belle monetine sono proprio di quel bel colore che ti manda in sollucchero...sìsì, sempre lui, l'ottronzo, e tu hai giusto un paio di bobine di filo di ottone, ossidato al punto giusto, con cui divertirti.


Sono ripetitiva nei colori e nei materiali, lo so, ma sapeste quanto mi diverto...

sabato 17 ottobre 2009

Melograno e Noccioline


Alla ribalta dell cronaca, nei giorni scorsi, la notizia che certi frutti, tra cui il melograno, pare siano semi-sconosciuti per gli italiani.
Se fate parte della maggioranza tirate dritto, nel caso invece vi doveste riconoscere in quel 18% di -scusate- babbei, sappiate che il melograno è un frutto tondo, un pò come una mela (appunto), con una buccia spessa al cui interno ci sono dei grani (appunto) di colore rosso vivo. Come queste perline qua.

Su cosa siano le nocciole ci dovremmo essere tutti, no?


Vetri color melograno, sfaccettate color nocciola, il tutto condito con ottronzo. Le asole sono di ottone ossidato, catenella e gancio sono di bronzo, ciondolo e stellina non pervenuto.

giovedì 15 ottobre 2009

Verde Viola e Rame

Orecchini. Tanto per cambiare.
Perlozze viola. Tanto per cambiare.
Sfaccettate. Tanto per cambiare.
Verdi. Tanto per cambiare.
Monachella fatta a mano. Tanto per cambiare.
Rame scurito. Tanto per cambiare.

"Sì ma questa volta al rame scurito ho abbinato del rame non trattato!"
Ah bé, allora....

martedì 13 ottobre 2009

The Monday Night Knitting Club

In realtà la versione originale sarebbe Friday Night, e a dire il vero non credo che questo appuntamento cadrà sempre di lunedì, ma è così bello prendere in prestito titoli di libri o film...

Veniamo al punto. Ieri sera si è svolta la seconda lezione di maglia. Tenuta da me. E ho detto tutto.
Il fatto è che l'amica Zemmy ci teneva tanto ad imparare a sferruzzare, sperando, col tempo, di poter realizzare abitini, cuffiettine & Co (ma tutto -ino) per la sua piccola LucyInTheSkyWithDiamonds, e mettiamoci anche l'amica Gio, che da anni andava ripetendo: "Vale, prima o poi mi devi insegnare!". E così eccoci qua.

Chi: io, la Gio e la Zemmy.
Dove: a casa della Zemmy.
Come: beh dipende, chi in pigiama, chi no.
Quando: dopo cena, serate morte della settimana.
Cosa: ehm... ussignur!

Nonostante io sia un'insegnante senza alcuna preparazione, la mia tecnica lasci decisamente a desiderare, ed i miei metodi didattici siano al limite della crudeltà ( disfare qualche giro ottenuto con grande fatica dicendo: "Ok, ora rifallo senza che ti dica niente" ), le mie "alunne" sono così motivate che il tutto è stato molto bello, molto divertente, molto soddisfacente.
Insomma, è stato bello vedere che pian piano i punti brutti e storti diventavano più precisi, puliti, che dai primi giri "ondulati" si arrivava a ferri perfettamente dritti, è stato bello sapere che tra la prima serata e la seconda le mie ragazze si siano esercitate, è bello vederle entusiaste...Sìsì.

Ed è bello pensare che, se la loro passione per la maglia continuerà, io finalmente, avrò qualcuno con cui sferruzzare in compagnia. E non è poco.
E intanto che loro si esercitano, il mio maglioncino cresce.

mercoledì 7 ottobre 2009

Come un Fiore

Non ho mai tenuto in grande considerazione elementi come i distanziatori e le coppette, e li ho sempre usati pochissimo. Sarà che amo così tanto certe pietre da non voler togliere spazio al colore con coppette e simili. Mi sono ricreduta sfogliando mille e mille pagine di blogs, per lo più americani, in cui la minuteria veniva utlizzata come abbellimento, ed ecco che magicamente una coppetta diventa un fiorellino, una corolla di petali.

E dopo mille e mille fiorellini, ho deciso di usarli anch'io.
Le coppette sono un riciclo di un vecchio bracciale, le perlozze bianche sono vetri, sono irregolari, e anche un pò diverse tra loro, ma mi piacevano tanto... e non potevano mancare le mie amate sfaccettate, in verde&viola.
Evviva le coppette! E chi le molla più ora?

De Rerum Metallum

Sìsì, è un pò pretenzioso come titolo, lo so...ma visto che questo post raccoglie due argomenti metallosi, ho pensato di strafare.

Prima cosa, ho pensato di farvi vedere qualcosina degli acquisti lionesi. Visto il mio entusiasmo nel parlare della città, qualcuna di voi, nei commenti, mi ha chiesto le foto. Ehm....io non faccio foto in giro... giusto qualcuna, ma decisamente non degne di nota. Però posso fotografare quello che ho portato a casa con me:

Questa è solo una parte del bottino metallico de La Droguerie: ottronzo e rame. Sapete cosa? La Droguerie è meravigliosa, scaffali e scaffali pieni di barattoloni con perle, perline, perlozze tutte stipate in vasoni di vetro, come le marmellate. Ma questi vasoni li possono aprire solo le commesse! Argh... Io invece adoro frugare, prendere, toccare, soppesare, adoro i negozi in cui ci sono i cestellini, quelli che pian piano si riempiono di ogni meraviglia... Vabbè, vista dal di fuori la scena deve essere stata molto divertente. La commessa non parlava né italiano né inglese (maddai!) e io non ho osato sfoderare il mio francese delle medie, quindi il tutto si è svolto a gesti... E' stato un pochino frustrante, e mi sono limitata...insomma, non è proprio la mia modalità preferita di shopping: Voglio questo, quello, due di questo, tre di quell'altro... Na na. Però sempre meglio che tornare a mani vuote. Prima del prossimo viaggio farò delle ricerche per trovare altri negozi craftosi.

Ed ora seconda parte del post metalloso. Ho già detto che sono un pò in fissa con l'ottronzo ultimamente? E ho già detto che sono un pò in fissa con le monachelle fatte a mano?
Ultimamente ho comprato molti componenti in bronzo, ma non mi riusciva proprio di trovare del filo di bronzo con cui farmi le monachelle ed altre cose per cui un chiodino è troppo corto. Poi finalmente sono riuscita a trovare del filo di ottone su internet, e ovviamente l'ho comprato. Quale delusione! Non si trattava di quello che pensavo io, cioè di ottronzo, e con ottronzo intendo qui quel colore bronzato, ma si trattava di color tolla, oro finto... Nooo...

Ma non scoraggiamoci, l'ottone si ossida, no? Ok, si ossida naturalmente, ma a me lasciarlo lì un paio d'anni ad annerire scocciava, e gira che ti rigira sul web ho trovato il modo per scurirlo.
Ok ok, il risultato non è fantastico, ma si avvicina decisamente alla mia idea.
Qua vedete tre bobinette di filo trattato, e una bobinetta di filo vergine:

Ed ora vi spiego come ho fatto. Ho messo insieme un pò di info trovate qua e là e ho sperimentato. Prima di tutto ho letto che normalmente l'ottone viene trattato con una vernicetta per far sì che non si ossidi, quindi prima cosa rimuovere la vernicetta. Nel mio caso ho fatto bollire qualche minuto il filo, un'alternativa sarebbe stata passare la superficie con dell'acetone, soluzione più pratica con un oggetto piccolo direi.
Secondo step, dopo aver tolto la vernicetta, passare all'ossidazione vera e propria.
Primo tentativo: immergere il filo in acqua salata. Non funziona.
Secondo tentativo: immergere il filo nell'aceto. Funziona, alla lunga. Dopo circa una notte a mollo l'ottone si era scurito leggermente.
Terzo tentativo: immergere il filo in candeggina. Funziona! Sono bastati pochi minuti ed il mio ottone ha preso un bel colore scuro, e l'effetto è quello di metallo invecchiato.
Bello!

Adesso il mio ottone è diventato ottronzo. Oltre a quello che vedete nella foto, ho scurito anche del filo più spesso, da 0,80 per la precisione, misura che come ha detto Alessia in vari post, è perfetta per le monachelle. Non vedo l'ora!

martedì 6 ottobre 2009

Chiacchiere Lyonnaises

Eccomi qua, di ritorno da Lione con la solita sensazione di essere stata via TROPPO poco, ma questa volta sono sicura che ci tornerò altre volte.
A me Lione è piaciuta tanto, molto più di Parigi, so che la capitale francese riscuote molto successo, ma cosa ci posso fare se a me non è entrata nel cuore come altri posti che ho visto? Lione è molto più caratteristica, ho adorato i vicoletti della città vecchia, i tromp l'oeil che abbelliscono tanti edifici, i fiori, i ponti, i barettini sui braconi, i passaggi segreti...eh sì! I passaggi segreti. Perchè gli edifici storici del centro hanno dei bellissimi androni a cielo aperto, o dei cortiletti interni a cui è possibile accedere perchè le porte sono sempre aperte (non spalancate, semplicemente accostate). Inoltre, nei palazzi grandi, quelli che si affacciano su due strade parallele, questi passaggi segreti a doppio ingresso, sono delle vere e proprie scorciatoie, manna per chi è di fretta.
Questa cosa non so se sia segnalata o meno sulle guide turistiche, questa volta sono partita senza, visto che avevo due ciceroni in loco. Visitare una città con chi la conosce bene, con chi ci vive fa davvero la differenza. Per quanto io ami viaggiare da sola e scoprire i posti in cui vado, a volte avere una guida (umana) non è niente male. Certi scorsci, certi angoli, certe usanze soprattutto, le guide non li segnalano mica, o ci capiti per puro caso sbagliando strada (e a me è capitato di trovare vere e proprie sorprese in questo modo) o ti ci devono portare.

Venendo alla parte craft, il mercatino delle pulci che mi aveva tanto esaltato, Les Puces du Canal, si è rivelato una vera bufala. Bruttobrutto, salvo avere bisogno di pezzi di ricambio per automobili... Per parare il colpo sono stata al Marchè de l'Artisanat et des Metiers d'Art ed al Marchè de la Creation. Questi sì che mi sono piaciuti, però mi sono limitata a guardare e rubare qualche idea, 'che di comprare dei gioielli fatti a mano non mi sembrava davvero il caso...
Però ho scoperto che anche a Lione c'è La Droguerie, quindi non sono tornata a casa a mani vuote...preso tante belle cosine di rame e ottone! E un pochino di lana, pochino però, perchè con quei prezzi mi sarebbe convenuto prendere una pecora viva...

venerdì 2 ottobre 2009

On Va à Lyon

Oui Oui, je vais à Lyon!
Brava eh? Ho messo in fila quattro parole in francese, e a mio avviso sono anche giuste, ma chissà...
Vabbè, ma che serve il francese per andar per mercatini e cercare di portare a casa più paccottiglia possibile? Dite che sulle 400 bancarelle de Les Puces du Canal non riuscirò a comprare nulla solo a causa del mio evidente limite linguistico? Naaaa...
Mi aspettano lunghe ore in treno, che anche se si chiama TGV e fa figo, è sempre un treno. Mi porterò un mattonazzo da leggere (Middlemarch di George Eliot) ed un pò di lavoro a maglia.







Au Revoir!

giovedì 1 ottobre 2009

Bronzo


Ebbene sì. E' definitivamente finita l'era dell'ottronzo.
Ho fatto acquisti ultimamente, acquisti metallici, dei miei nuovi metalli preferiti, per essere precisi, e posso affermare, senza dubbio alcuno, che la catenina, la chiusura, le perlozze che si intervallano a quelle di vetro, e i ciondolini di questa collana siano di bronzo.
Il wire con cui sono legate le suddette perlozze è di colore ignoto, ma direi che non è molto distante dal color bronzo, sebbene me l'abbiano fatto passare per gunmetal (ma de che?!).


E l'amore per il bronzo aumenta...senza dimenticare quel bel pò di ottronzo che ancora giace nelle mie stive. Lo dicono anche gli antropologi (o gente del genere) che non è così facile tracciare una linea netta tra le varie epoche geologiche...quindi anche nell'eta del bronzo si possono ritrovare tracce di ottronzo, no? E di rame? Oh yes!
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